Progetti di ricerca in relazione con RITEAM:

Ricerca DysCog

Effetto dell’uso di un videogioco sull’apprendimento delle frazioni in studenti con e senza disturbi dell’apprendimento: aspetti neurocognitivi e didattici

Gardes, M.-L.

La ricerca in questione, finanziata dalla Région Auvergne-Rhône-Alpes e denominata Impact d’un jeu vidéo sur l’apprentissage des fractions chez l’enfant avec et sans trouble de l’apprentissage : aspects neuro-cognitifs et didactiques (Effetto dell’uso di un videogioco sull’apprendimento delle frazioni in studenti con e senza disturbi dell’apprendimento: aspetti neurocognitivi e didattici), ha sede all’Institut des Sciences Cognitives Marc Jeannerod di Lione. L’obiettivo della ricerca è di valutare gli effetti dell’uso di un videogioco didattico sull’apprendimento delle frazioni durante gli ultimi anni di scuola primaria. L’ambito di ricerca in cui si colloca è un campo innovativo che utilizza conoscenze delle scienze cognitive (psicologia e neuroscienze) e didattiche per comprendere e migliorare l’apprendimento scolastico. La ricerca si pone tre obiettivi specifici. Il primo è la valutazione dell’effetto del gioco sull’apprendimento delle frazioni e sul funzionamento cerebrale in studenti senza MLD e di qualsiasi estrazione sociale, che giocano in ambito domestico. Il secondo obiettivo è la valutazione dell’effetto del gioco sull’apprendimento delle frazioni in studenti con serie difficoltà nell’apprendimento della matematica (per esempio, allievi affetti da discalculia), di qualsiasi estrazione sociale, che giocano in ambito domestico. Il terzo obiettivo è la valutazione dell’effetto del gioco sull’apprendimento delle frazioni in studenti che giocano in classe, durante una sequenza didattica costruita dall’insegnante.

La ricerca è iniziata a settembre 2017 con la creazione di un test diagnostico per valutare conoscenze e competenze degli alunni sulle frazioni (per alunni al termine del ciclo scolastico della primaria) e con le prime sperimentazioni in classe (con classi dell’ultimo anno di primaria e primo anno di secondaria di primo grado).

Un disturbo tra diversi campi disciplinari (disabilità, salute, formazione): la discalculia

Progetto di tesi

Peteers, F.

Nella tesi in oggetto, attualmente in corso e cofinanziata dall’Université de Reims Champagne-Ardenne e dalla Communauté d’Agglomération de Châlons-en-Champagne, ci poniamo le seguenti domande: Qual è il ruolo della didattica nelle ricerche sulla discalculia? Come possiamo conciliare i diversi approcci (cognitivi e didattici) per una migliore comprensione del disturbo e per facilitare i contatti intra professionali? L’obiettivo della ricerca è di costruire un dispositivo di individuazione delle difficoltà in matematica per facilitare i contatti tra insegnanti e logopedisti proponendo un repertorio comune di difficoltà degli allievi utilizzabile da entrambe le figure. Per fare ciò, ci basiamo su elementi teorici propri della didattica della matematica e della cognizione numerica, e sull’analisi di test di valutazione delle competenze matematiche di base in contesto scolastico o in vista di una diagnosi medica.

Ricerca EduMath

Processi di insegnamento e apprendimento in matematica: studenti con disturbo dell’apprendimento in matematica

Robotti, E.

Questa ricerca vuole studiare i processi d’insegnamento e apprendimento in matematica in un contesto di didattica inclusiva e focalizzandosi, in particolare, su studenti con disturbo specifico dell’apprendimento in matematica.

Obiettivo della ricerca è, pertanto, l’analisi delle condizioni e delle scelte didattiche (organizzazione delle attività didattiche, scelta degli strumenti utilizzati, definizione degli esercizi…) che possono favorire l’apprendimento di tutti allievi in classe.

Il quadro teorico di riferimento guarda sia alla ricerca in psicologia cognitiva e alle neuroscienze, sia alla didattica della matematica, cercando di ricavarne informazioni congiunte ed efficaci per il perseguimento dell’obiettivo di ricerca.

La ricerca è iniziata nel 2013, nell’ambito di un gruppo di ricerca-azione, chiamato EduMath e composto da 30 insegnanti di scuola primaria e dell’infanzia e coordinato da una ricercatrice (Elisabetta Robotti). Ha sviluppato l’analisi di case studies, e percorsi didattici di sperimentazioni sulle frazioni e su fatti aritmetici, nelle classi di scuola primaria (dalla terza alla quinta) con circa 400 allievi.

I risultati di questa ricerca sono stati e sono tuttora oggetto di numerose pubblicazioni.

Difficoltà d’apprendimento e d’insegnamento in matematica

Progetto HEP Vaud, 2013/2017

Dias, T. & Deruaz, M.

Lo scopo del nostro progetto è quello di contribuire a rispondere alle questioni più attuali riguardanti i disturbi dell’apprendimento in matematica nel contesto scolastico. Lo studio affronta il tema della complessità della diagnosi di disabilità cognitiva e, allo stesso tempo, propone delle piste di riflessione a proposito della gestione di queste difficoltà nel contesto scolastico. L’obiettivo è di esplorare le relazioni che ci sono tra le difficoltà di apprendimento degli studenti e le conseguenti difficoltà di insegnamento dei loro insegnanti. In particolare, riteniamo che la terminologia “discalculia” sia spesso utilizzata impropriamente e che le conseguenze di una categorizzazione troppo veloce e sistematica di questi fenomeni scolastici lasci sovente gli insegnanti in una situazione scolastica disagevole (Deruaz & Dias, 2016 ; Dias & Deruaz, 2012). In Deruaz & Dias (2016), per esempio, abbiamo condotto un case study a proposito di un dispositivo di sostegno individuale per una studentessa liceale indicata come in difficoltà. Abbiamo mostrato che la natura specifica del dispositivo utilizzato permette di relativizzare la nozione di disturbo dell’apprendimento in matematica. Lo studio comprende studenti di diversi livelli di scolarizzazione. Questo carattere trasversale è necessario per un’esplorazione completa delle relazioni che cerchiamo di mettere in evidenza.